Intervista del 2007:
Antonio Rodriguez, classe 1948, cittadino svizzero con passaporto spagnolo.
Architetto e artista a 360°. Animo nobile e sensibile la cui storia, anni or sono, lo ha portato quasi per caso al Lido di Venezia e lo ha fatto innamorare dell'isola e in particolar modo degli Alberoni.
Il silenzio e la pace della diga abbinati al poter puntare lo sguardo verso l'infinito sono solo alcune cose per le quali da anni torna con una cadenza costante dalle Alpi elvetiche per potersi riposare dalle fatiche lavorative e ritemprare lo spirito.
Qui al Lido l'Arch. Rodriguez ha dato vita ad una originalissima realtà: il Landfall Art Center. Una manifestazione, prossima all' ottava edizione, dove artisti provenienti da ogni parte del mondo, si ritrovano presso il faro degli Alberoni e danno vita a delle opere d'arte utilizzando prevalentemente materiali rinvenuti lungo l'arenile.
Partito con l'intento di dare un segnale di carattere ecologico il "Landfall", negli anni è diventato una vera e propria realtà artistica citata più volte anche in testate internazionali.
Nei giorni scorsi ho avuto modo di incontrare l'Arch. Rodriguez, con il quale, da anni, sono legato da una grande amicizia e ho colto l'occasione per porgergli alcune domande.
Quando ti è venuta in mente per la prima volta l'idea di far svolgere un happening artistico in diga agli Alberoni? Nella primavera del duemila, passeggiando per la spiaggia con degli amici e ammirando certi tronchi lavorati dal tempo e dalle onde, osservai che la natura li aveva modellati in un modo talmente bello che avrebbero potuto esser tranquillamente esposti in una galleria d'arte.
Poi, come ben sai, una parola tira l'altra e da quel pomeriggio misi a fuoco l'idea di creare un laboratorio all'aperto utilizzando come luogo espositivo il magnifico spazio dell'anfiteatro del faro.
Vista la bellezza incredibile del posto, è stato abbastanza facile trovare dei collaboratori e degli artisti disposti ad aiutarmi in questa mia "impresa".
Anche la Municipalità del Lido e il Comune di Venezia mi manifestarono fin da subito il loro consenso.
Quando e da chi hai saputo che il Landfall non si potrà più svolgere nella sede che l'ha ospitato in tutti questi anni? Un giorno, qualche tempo fa un addetto al faro, incontrandomi in diga mi ha detto senza mezzi termini che il "Comando dei Fari dell'Alto Adriatico", visto che aveva provveduto di recente a dare una "spolverata" alla struttura rifacendo gli intonaci esterni e dipingendovi sopra una strana striscia verde, ci invitava a non continuare ad operare in quel luogo creando graffiti e opere d'arte in genere.
Con grande dispiacere mi son così reso conto che quella del 2006 era stata l'ultima edizione in punta alla diga.
Il lato tragicomico di questa realtà è ché sono ancora in possesso di una lettera, del comando della Marina di Ancona nella quale vi è scritto che veniva concesso l'uso del pianterreno del faro come sede dell' Associazione Culturale Malamocco Alberoni di cui sono il presidente.
Anche se di fatto.. sto ancora aspettando le chiavi!
Quali sono i ricordi più belli legati a queste prime edizioni?
Su tutti, l'esperienza fantastica di creare un gruppo omogeneo di collaboratori ed artisti che faticavano sotto il sole per quattro giorni solo per il piacere di creare delle opere e di stare insieme.
La spensieratezza e la voglia di fare che si respiravano davano vita ad una sensazione di allegria contagiante.
Inutile dire che anche i pasti e le cene di gruppo sono impressi nella mia memoria come ricordi indelebili.
C'è un opera che in tutti questi anni ti ha colpito in particolare?
No! Tutte hanno avuto un qualcosa di bello e di originale, dalla più piccola alla più grande.
Tra queste però mi piace ricordare la sensibilità che si percepiva guardando quelle realizzate dal gruppo dei ragazzi handicappati del centro ANFASS.
Quale sarà il futuro della manifestazione?
Il Landfall Art Center, vista la già citata "proibizione" e anche a causa dei lavori del Mose che hanno trasformato la diga in un cantiere, compromettendo seriamente la viabilità, cambierà sede.
Quest'anno a fine giugno la manifestazione si terrà in uno spiazzo che il gestore del Blue Moon ci ha gentilmente concesso.
Quindi, da un posto unico ma fuori mano, il laboratorio d'arte si trasferirà in un luogo dove potrà essere seguito da una massa incredibile di gente.
Non si poteva sinceramente desiderare di meglio di un posto centrale come la spiaggia del Blue Moon per poter dar risalto all'evento che a partire da marzo inizierà ad esser pubblicizzato.
Cosa ti aspetti dalla nuova edizione?
Nulla in particolare, però.. son convinto che grazie al contributo di Emanuele Bastianello, vice presidente ACMA, di Loredana Manzi (segretaria) e di altri amici, anche quest'anno il "Landfall" riuscirà bene e continuerà il cammino iniziato e portato avanti in questi anni agli Alberoni.
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